La Commissione europea ha pubblicato due importanti provvedimenti destinati a modificare il framework europeo della rendicontazione di sostenibilità.
Il primo intervento riguarda la revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) previsti dalla CSRD. L’obiettivo è semplificare gli obblighi di reporting ESG attraverso:
- la riduzione dei datapoint obbligatori;
- una maggiore applicazione del principio di materialità;
- nuove misure di flessibilità e phase-in;
- un miglior allineamento con gli standard internazionali.
Secondo EFRAG, la revisione potrebbe portare a risparmi cumulativi fino a circa 4,7 miliardi di euro nel periodo 2027-2031.
Il secondo provvedimento introduce invece il nuovo standard volontario europeo di sostenibilità per le imprese con non più di 1000 dipendenti, derivato dal VSME sviluppato da EFRAG.
Elemento centrale della riforma è il nuovo “Value Chain Cap”, che limiterà le richieste informative ESG provenienti dalle grandi imprese verso fornitori e PMI. Le imprese protette avranno infatti il diritto di rifiutare richieste eccedenti rispetto alle disclosure previste dal nuovo standard volontario.
Sono inoltre previste ulteriori semplificazioni per le microimprese con 10 dipendenti o meno, soprattutto sui temi ambientali più complessi.
Le consultazioni pubbliche sui due provvedimenti resteranno aperte fino al 3 giugno 2026.
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