Negli ultimi anni il concetto di stewardship è diventato uno degli strumenti più efficaci attraverso cui gli investitori contribuiscono alla transizione verso un’economia più sostenibile. Se in passato il ruolo dell’investitore si limitava prevalentemente alla selezione dei titoli e alla gestione del portafoglio, oggi gli operatori finanziari sono chiamati a svolgere una funzione più attiva, influenzando il comportamento delle imprese partecipate attraverso il dialogo e l’esercizio dei diritti di voto.
La stewardship rappresenta proprio questo: l’insieme delle attività con cui investitori, gestori e asset owner promuovono una gestione responsabile delle società in cui investono, con l’obiettivo di creare valore nel lungo periodo e favorire il raggiungimento di risultati ambientali, sociali e di governance (ESG).
Engagement e voto: gli strumenti della stewardship
L’attività di stewardship si realizza principalmente attraverso due strumenti.
Il primo è l’engagement, ovvero il dialogo strutturato tra investitori e società emittenti. Azionisti e obbligazionisti possono confrontarsi con il management su numerose tematiche: cambiamento climatico, diritti umani, biodiversità, governance, remunerazione dei vertici aziendali, gestione della catena di fornitura e strategie di lungo termine.
Il secondo strumento è rappresentato dall’esercizio del diritto di voto nelle assemblee degli azionisti. Attraverso il voto gli investitori possono sostenere o contestare le decisioni del management, contribuendo a orientare le scelte strategiche delle società.
L’obiettivo di queste attività non è semplicemente verificare il rispetto delle norme, ma accompagnare le imprese in percorsi di miglioramento continuo, rafforzando la loro capacità di creare valore economico, sociale e ambientale nel lungo periodo.
Il ruolo della stewardship nella transizione climatica
Uno degli ambiti in cui la stewardship ha assunto maggiore rilevanza è quello della lotta al cambiamento climatico.
Molti investitori istituzionali dialogano regolarmente con le società energetiche e le utility per valutare la credibilità dei loro piani di decarbonizzazione, i target di riduzione delle emissioni e gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi Net Zero.
Un esempio presentato durante il webinar “Stewardship e governance: il ruolo degli investitori responsabili nel 2025” riguarda il dialogo con una società del settore utilities dell’Europa meridionale. L’engagement ha consentito di approfondire il piano di eliminazione del carbone, la crescita della capacità da fonti rinnovabili e l’allineamento degli obiettivi climatici agli standard della Science Based Targets Initiative (SBTi). L’esito del confronto è stato giudicato positivo, grazie all’impegno dell’azienda verso la neutralità climatica entro il 2050 e alla conferma dell’abbandono definitivo delle attività legate al carbone.
Particolarmente rilevanti sono inoltre le iniziative Say on Climate, attraverso le quali gli azionisti possono esprimersi sui piani di transizione climatica delle imprese. Queste consultazioni rappresentano un importante momento di confronto tra investitori e management e contribuiscono a migliorare la qualità delle strategie climatiche aziendali. Eurizon Capital, ad esempio, ha sviluppato un modello di analisi specifico per valutare la credibilità dei piani di transizione presentati dalle società, indipendentemente dal settore di appartenenza.
Dall’engagement tradizionale al reverse engagement
L’evoluzione del rapporto tra investitori e imprese sta portando alla diffusione di pratiche sempre più avanzate.
In alcuni casi si assiste al fenomeno del reverse engagement, attraverso il quale sono le stesse aziende a coinvolgere preventivamente gli investitori prima della pubblicazione di documenti strategici o piani industriali. Questo approccio consente di raccogliere osservazioni e suggerimenti da parte del mercato, migliorando la qualità delle decisioni e rafforzando il dialogo con gli stakeholder finanziari.
Si tratta di una testimonianza della crescente maturità del mercato della finanza sostenibile e della consapevolezza che la sostenibilità rappresenta ormai un elemento centrale della strategia aziendale.
L’esperienza del Forum per la Finanza Sostenibile
In Italia, uno dei principali punti di riferimento sul tema è il Forum per la Finanza Sostenibile, che dal 2021 coordina un Gruppo di lavoro permanente dedicato all’engagement.
L’iniziativa ha un duplice obiettivo: favorire il confronto tra gli associati sulle esperienze maturate nel dialogo con gli emittenti e promuovere attività di engagement collettivo. Il Gruppo partecipa regolarmente alla Sustainability Week di Borsa Italiana-Euronext, organizzando incontri con le società quotate per approfondire aspetti legati alla sostenibilità e alla creazione di valore nel lungo periodo.
Queste iniziative dimostrano come la collaborazione tra investitori possa amplificare l’efficacia delle attività di stewardship, aumentando la capacità di incidere sulle scelte delle imprese.
Numeri che mostrano una crescente attenzione alla sostenibilità
L’importanza della stewardship emerge anche dai dati operativi degli investitori responsabili.
Nel 2024 Eurizon Capital ha realizzato 837 attività di engagement coinvolgendo 484 società; il 37% dei dialoghi ha riguardato temi di sostenibilità. Nel primo semestre del 2025 gli engagement sono stati 459 con 327 emittenti, mentre la quota di incontri focalizzati su questioni ESG è salita al 45%.
Anche sul fronte del voto assembleare l’attività è stata particolarmente intensa: nel 2024 la società ha partecipato a 1.556 assemblee e votato oltre 19.000 risoluzioni, sostenendo il 93% delle proposte degli azionisti relative a tematiche ambientali e sociali. Nel primo semestre del 2025 tale percentuale è ulteriormente aumentata al 94%.
Quando il dialogo non basta: il processo di escalation
La stewardship non si esaurisce nel confronto con le imprese.
Quando un emittente non risponde in modo costruttivo alle richieste degli investitori, possono essere attivati processi di escalation. Tali procedure prevedono un progressivo aumento della pressione attraverso comunicazioni formali, collaborazioni con altri investitori, dichiarazioni pubbliche, voto contrario nelle assemblee e, nei casi più critici, la riduzione o la dismissione dell’investimento.
L’escalation rappresenta quindi uno strumento fondamentale per garantire che il dialogo si traduca in risultati concreti e per preservare gli interessi degli investitori e degli altri stakeholder.
Una leva strategica per la sostenibilità
La stewardship sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema finanziario europeo. Attraverso engagement, voto e dialogo continuo con le imprese, gli investitori contribuiscono ad accelerare la transizione verso modelli di business più sostenibili, resilienti e orientati al lungo termine.
Per le aziende ciò significa confrontarsi con stakeholder finanziari sempre più attenti ai temi ESG e prepararsi a un dialogo strutturato che va ben oltre gli obblighi normativi. Per gli investitori, invece, la stewardship rappresenta uno strumento concreto per generare valore sostenibile e contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali e sociali che l’Europa e il nostro Paese si sono posti per i prossimi decenni.


