Il rapporto esamina i risultati dell’ultimo ESG Global Survey biennale condotto da BNP Paribas dal 2017. L’indagine del 2023 si basava sulle opinioni di 420 investitori tra proprietari di asset, gestori patrimoniali, hedge fund e società di private equity in tutto il mondo. Oltre a questi investitori, che hanno preso parte a un sondaggio quantitativo, hanno avuto luogo un numero limitato di interviste qualitative approfondite con gli investitori, per aggiungere informazioni più approfondite ed esperienze in prima persona sugli investimenti ESG.
Il rapporto contiene i principali risultati del sondaggio di quest’anno con l’analisi delle tendenze e degli sviluppi significativi nell’evoluzione degli investimenti ESG e della sostenibilità tra gli investitori. Esso copre sostanzialmente tre aree principali:
- l’uso dei dati ESG per guidare e informare sugli ESG e sugli investimenti sostenibili;
- le principali tendenze in materia ESG e investimenti sostenibili e
- il modo in cui gli investitori stanno integrando ESG e investimenti sostenibili nelle loro operazioni e come stanno lavorando con partner esterni su questi temi.
In ciascuna di queste aree, il rapporto evidenzia eventuali variazioni regionali salienti
sugli investimenti ESG e sostenibilità, nonché impatto delle diverse tipologie di investitori istituzionali.
Il rapporto è un esame completo di come gli investitori istituzionali stanno facendo del loro meglio per investire in linea con i loro principi di investimento riguardo a fattori ambientali, sociali e di governance. Per la maggior parte degli investitori, gli investimenti ESG non sono più separati dai loro doveri fiduciari o dai principali obiettivi di investimento, ma sono intrecciati con tali doveri e obiettivi. Di conseguenza, è ormai impossibile farsi un quadro chiaro del mondo degli investitori istituzionali senza tenere conto del loro approccio agli investimenti ESG e agli investimenti sostenibili.
Risultati principali
- L’impegno verso lo zero netto sta accelerando: il 41% afferma che è una priorità per la propria organizzazione ora e tale cifra crescerà fino al 48% entro i prossimi 2 anni.
- L’impact investing sta diventando sempre più importante: si prevede che il 54% lo utilizzerà nei prossimi due anni (rispetto al 45% attuale) l’impact investing è destinato a diventare l’approccio ESG più popolare a livello globale.
- L’azionariato attivo avrà un ruolo chiave: il 45% afferma che sarà un obiettivo chiave ESG entro i prossimi 2 anni.
- I rischi normativi e reputazionali sono i fattori principali: gli intervistati affermano che la loro organizzazione sta valutando principalmente la rilevanza finanziaria di: 60% rischi normativi; 58% rischi reputazionali.
- La qualità dei dati rimane il principale ostacolo agli investimenti ESG: il 71% ritiene che i dati ESG incoerenti e incompleti costituiscano un ostacolo significativo a una maggiore adozione dei criteri ESG.
- Competenze esg integrate in operazioni legate agli investimenti: 51%
affermano che la loro organizzazione sta integrando competenze e dati ESG nella gestione del portafoglio e nelle decisioni di investimento.


