L’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha avviato una consultazione pubblica sul nuovo Modulo ESG destinato a entrare nel framework delle segnalazioni di vigilanza delle banche europee. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di revisione e semplificazione delle segnalazioni prudenziali previsto dal pacchetto CRR3 e rappresenta un ulteriore passo nel processo di integrazione dei rischi ambientali, sociali e di governance nella regolamentazione bancaria europea.
La consultazione rimarrà aperta fino al 10 luglio 2026 e le nuove disposizioni dovrebbero trovare applicazione a partire dal settembre 2027, previa approvazione finale della Commissione europea.
Perché nasce il nuovo modulo ESG
Negli ultimi anni la normativa bancaria europea ha progressivamente rafforzato l’attenzione verso i fattori ESG.
Un passaggio fondamentale è stato rappresentato dalla pubblicazione delle Linee guida EBA sulla gestione dei rischi ESG, entrate in vigore nel gennaio 2026, che richiedono alle banche di identificare, misurare, monitorare e gestire i rischi ambientali, sociali e di governance all’interno dei propri sistemi di controllo e dei processi decisionali.
Per consentire alle autorità di vigilanza di verificare concretamente l’applicazione di tali requisiti, l’EBA ritiene necessario disporre di informazioni standardizzate e comparabili sulle esposizioni e sui rischi ESG degli intermediari. Da qui la proposta di creare un modulo dedicato all’interno delle segnalazioni prudenziali armonizzate europee.
Quali informazioni saranno richieste
Il nuovo modulo ESG mira a raccogliere dati utili a valutare:
- l’esposizione delle banche ai rischi climatici fisici e di transizione;
- il grado di allineamento delle attività finanziate agli obiettivi climatici europei;
- la concentrazione delle esposizioni verso settori particolarmente vulnerabili alla transizione energetica;
- l’evoluzione dei piani di transizione degli intermediari;
- l’integrazione dei fattori ESG nei processi di gestione del rischio e nella pianificazione strategica.
L’obiettivo non è soltanto monitorare la sostenibilità delle attività finanziate, ma soprattutto valutare come i fattori ESG possano incidere sulla solidità patrimoniale e sulla resilienza degli intermediari nel medio-lungo periodo.
Una consultazione inserita nel progetto di semplificazione delle segnalazioni
Un aspetto interessante della proposta è che il nuovo modulo ESG non viene introdotto in un contesto di ulteriore espansione degli obblighi informativi, ma all’interno di una più ampia iniziativa di semplificazione.
L’EBA ha infatti avviato una revisione complessiva delle segnalazioni prudenziali con l’obiettivo dichiarato di ridurre significativamente il numero dei dati richiesti agli intermediari, migliorare la proporzionalità per le banche di minori dimensioni e integrare in modo più efficiente le diverse richieste informative provenienti dalle autorità di vigilanza.
Secondo le stime dell’Autorità, il pacchetto di revisione potrebbe portare a una riduzione di circa il 50% dei datapoint delle segnalazioni armonizzate europee, pur incorporando nuovi requisiti regolamentari, compresi quelli relativi ai rischi ESG.
Implicazioni per le banche
La consultazione conferma che i rischi ESG stanno progressivamente diventando una componente ordinaria della vigilanza prudenziale europea.
Per le banche ciò significa:
- rafforzare la qualità e la disponibilità dei dati ESG;
- sviluppare sistemi informativi in grado di raccogliere informazioni affidabili da imprese e controparti;
- integrare i fattori ESG nei processi ICAAP, RAF e di pianificazione strategica;
- predisporre metodologie di misurazione coerenti con le aspettative della vigilanza.
Particolarmente rilevante sarà la capacità degli istituti di credito di acquisire dati ESG dalle PMI, segmento che continua a rappresentare una delle principali criticità informative del mercato europeo.
Considerazioni finali
La proposta dell’EBA conferma il passaggio da una fase prevalentemente informativa e di disclosure a una fase di vera e propria integrazione dei fattori ESG nella supervisione bancaria.
Se in passato la sostenibilità era principalmente collegata agli obblighi di rendicontazione e trasparenza, il nuovo modulo ESG dimostra come tali informazioni stiano diventando sempre più un elemento centrale per la valutazione della rischiosità degli intermediari e della loro capacità di affrontare le trasformazioni economiche legate alla transizione sostenibile.
Per le banche europee il messaggio è chiaro: i dati ESG non rappresentano più soltanto un requisito di comunicazione verso il mercato, ma un’informazione essenziale per il dialogo con le autorità di vigilanza e per la gestione della resilienza futura del sistema finanziario.


