La Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato l’aggiornamento di novembre 2025 degli indicatori climatici, un insieme di statistiche pensate per rafforzare la capacità del sistema finanziario di comprendere e misurare l’evoluzione della finanza sostenibile e dei rischi legati al cambiamento climatico, sia di transizione sia fisici.
L’aggiornamento introduce nuove basi dati, metodologie più raffinate e una maggiore granularità informativa, con l’obiettivo di supportare analisi economiche, di stabilità finanziaria e di politica monetaria sempre più integrate con le dimensioni climatiche.
Finanza sostenibile: crescita continua, ma a ritmo più moderato
Gli indicatori relativi alle emissioni e alle detenzioni di titoli di debito sostenibili nell’area euro mostrano una crescita significativa nel medio periodo, pur evidenziando un rallentamento recente.
Negli ultimi quattro anni, l’ammontare complessivo dei titoli di debito sostenibili emessi nell’area euro è quasi quadruplicato, passando da 453 miliardi di euro nel 2021 a 1.740 miliardi di euro nel settembre 2025. Tuttavia, nell’ultimo anno l’incremento si è attestato intorno al 10%, contro il 20% registrato nell’anno precedente. Un andamento analogo si osserva per le detenzioni, che hanno raggiunto 1.960 miliardi di euro a giugno 2025, con una crescita più contenuta rispetto al passato.
L’aggiornamento di novembre 2025 arricchisce questi indicatori con nuove scomposizioni per valuta di denominazione, scadenza originaria e tipologia di tasso di interesse, offrendo una visione più dettagliata del mercato e allineandosi alle raccomandazioni del G20 Data Gaps Initiative sulla finanza climatica.
Rischi di transizione: portafogli finanziari in progressiva decarbonizzazione
Sul fronte dei rischi di transizione, i dati mostrano un segnale rilevante: la riduzione delle emissioni finanziate avviene senza una contrazione dei volumi di credito o di investimento.
Tra il 2018 e il 2023, nei portafogli di prestiti bancari, le emissioni finanziate sono diminuite del 45%, mentre l’intensità carbonica e l’impronta di carbonio hanno registrato riduzioni superiori al 40%. Questo calo si è verificato nonostante un aumento del 17% del valore complessivo dei portafogli analizzati.
Anche nei portafogli di titoli, tra il 2018 e il 2024, si osserva una diminuzione delle emissioni finanziate e degli indicatori di intensità carbonica, a fronte di una crescita significativa delle esposizioni. Nel complesso, gli indicatori suggeriscono una riallocazione progressiva del capitale verso attività meno emissive, coerente con i processi di transizione climatica.
Rischi fisici: aumentano esposizioni e differenze territoriali
Particolarmente rilevanti sono i risultati sugli indicatori di rischio fisico, che misurano l’esposizione delle istituzioni finanziarie a eventi climatici estremi e fenomeni strutturali come stress idrico, ondate di calore e variazioni delle precipitazioni.
Le analisi mostrano che, in scenari climatici ad alte emissioni, la quota di esposizioni classificate nella fascia di rischio più elevata aumenta in modo significativo entro la fine del secolo. I rischi legati a periodi prolungati di siccità e allo stress idrico risultano particolarmente critici.
Dal punto di vista geografico emergono forti differenze tra i Paesi dell’area euro. I Paesi dell’Europa meridionale, in particolare Spagna, Portogallo e Francia, presentano un aumento più marcato delle esposizioni ad alto rischio idrico, mentre le economie dell’Europa settentrionale mostrano incrementi più contenuti. Queste divergenze riflettono la diversa vulnerabilità climatica dei territori e pongono sfide specifiche per la gestione del rischio finanziario.
Perché questi indicatori sono rilevanti
L’aggiornamento degli indicatori climatici BCE conferma che il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale, ma un fattore strutturale di rischio economico e finanziario. La disponibilità di dati comparabili e metodologicamente solidi consente:
- una migliore integrazione dei rischi climatici nei processi decisionali delle banche e degli investitori;
- un supporto più efficace alle politiche pubbliche e di vigilanza;
- una maggiore trasparenza sui progressi della finanza sostenibile e sulla resilienza del sistema finanziario europeo.
In questo contesto, gli indicatori climatici della BCE rappresentano uno strumento chiave per accompagnare la transizione verso un’economia più sostenibile, evidenziando al tempo stesso le aree in cui i rischi fisici e di transizione richiedono un’attenzione crescente .


