Il Forum Italiano per gli Investimenti Sostenibili ha condotto ricerche dal 2020 per analizzare l'inclusione dei temi ESG nelle strategie aziendali delle PMI italiane e per approfondire il loro rapporto con la finanza sostenibile. Nel 2024, l'indagine si è concentrata sul promuovere la comunicazione tra le PMI e il settore finanziario, enfatizzando aree di allineamento, divergenza e possibili sviluppi futuri.
L'indagine mira a raggiungere i seguenti obiettivi:
- valutare l'integrazione dei temi ESG nelle strategie e nei processi operativi delle PMI italiane;
- esaminare i metodi di finanziamento per i progetti sostenibili intrapresi da queste aziende, insieme alla loro consapevolezza e utilizzo dei vari strumenti finanziari attualmente disponibili; e
- in una prospettiva complementare, raccogliere pareri sia dalle aziende che dagli operatori finanziari sugli strumenti finanziari ESG, inclusi aspettative, benefici, sfide e prospettive future.
Lo studio è stato condotto tra giugno e luglio 2024 ed è stato suddiviso in due fasi:
- prima fase (quantitativa), realizzata mediante CATI/CAWI (Computer Assisted Telephone Interviewing/Computer Assisted Web Interviewing), nella quale sono state raccolte un totale di 513 interviste da micro, piccole e medie imprese nei settori agroalimentare, industriale, logistico e dei trasporti, e delle costruzioni;
- seconda fase (qualitativa) con interviste individuali approfondite con 7 istituzioni finanziarie (banche, compagnie di assicurazione, gestori patrimoniali e fondi pensione) che integrano i criteri ESG nei loro prodotti, servizi e strategie di investimento.
Principali risultati
L'indagine condotta quest'anno conferma la tendenza, iniziata negli ultimi anni, per cui la sostenibilità è considerata sempre più rilevante tra le PMI italiane: il 62% delle aziende ritiene che i temi ESG abbiano un ruolo molto importante nelle loro scelte strategiche e di investimento, una cifra significativamente superiore al 27% registrato nell'indagine del 2020. Questo fenomeno indica un ampio riconoscimento dei vantaggi della sostenibilità, non solo nel migliorare la competitività (citata dall'88%) ma anche nel ridurre i rischi economici e finanziari (segnalati dall'87%).
Considerando tutte le iniziative sostenibili attualmente in corso o pianificate, il 79% delle PMI ha una prospettiva progettuale di medio-lungo termine, che copre almeno un anno e mezzo. Tuttavia, una percentuale significativa di aziende (24%) concorda sul fatto che le considerazioni ESG sono principalmente legate agli obblighi legali.
Gli operatori finanziari intervistati hanno osservato che, rispetto agli anni precedenti, le PMI ora pongono maggiore enfasi sulla sostenibilità, principalmente a causa di nuove normative e standard (come i requisiti di rendicontazione) e della crescente domanda da parte degli stakeholder. Hanno inoltre evidenziato diverse opportunità che le PMI sembrano trascurare, in particolare l'importanza della sostenibilità per la creazione di valore a lungo termine e il suo ruolo nell'attrarre nuovi talenti, soprattutto dalle generazioni più giovani.
Le PMI hanno identificato diverse sfide nell'implementare progetti sostenibili all'interno delle loro organizzazioni: maggiori costi di gestione (segnalati dal 48% degli intervistati), difficoltà nel reperire risorse finanziarie per sostenere i progetti (indicate dal 33%) e ostacoli burocratici (menzionati dal 46%).
Mentre il 45% delle aziende intervistate intende pubblicare dati sugli aspetti ESG in futuro, solo l'11% è attualmente impegnato in questa pratica. Tra l'89% delle aziende che non ha ancora prodotto un rapporto di sostenibilità, i principali ostacoli sono la mancanza di competenze interne (indicata dal 40%) e i costi elevati (menzionati dal 38%). Oltre a queste difficoltà, gli operatori finanziari sottolineano che le PMI spesso sottovalutano l'importanza strategica della rendicontazione ESG, considerandola più un costo e un onere aggiuntivo piuttosto che un'opportunità di miglioramento aziendale.
Per quanto riguarda il finanziamento di progetti ESG, il 48% delle PMI che ha avviato o pianificato iniziative sostenibili ha optato per l'autofinanziamento, mentre le aziende più consolidate utilizzano anche fondi pubblici. Inoltre, il 26% delle imprese utilizza almeno uno strumento di finanza sostenibile (con linee di credito per progetti ESG riportate dal 13%, obbligazioni sostenibili nell'11% dei casi e fondi di private equity nel 9%).
In media, una PMI su due dichiara di conoscere o aver adottato almeno uno strumento di finanza sostenibile. Tuttavia, un numero significativo di PMI (almeno 4 su 10) ha solo una conoscenza di base o è completamente all'oscuro degli strumenti di finanza sostenibile. Discutendo questi risultati, alcuni operatori finanziari osservano che il livello di consapevolezza sugli strumenti di finanza sostenibile è maggiore del previsto, rafforzando l'idea che le PMI siano sempre più orientate alla sostenibilità. Al contrario, l'uso relativamente basso di questi strumenti sorprende alcuni intervistati, in particolare data l'ampia offerta finanziaria ESG, indicando una possibile riluttanza delle PMI a diversificare le proprie fonti di finanziamento.
Per 9 PMI su 10, le difficoltà nell'adottare strumenti di finanza sostenibile derivano da difficoltà nell'accesso alle informazioni. In particolare, le aziende riferiscono di avere difficoltà a orientarsi tra le opzioni disponibili (problema segnalato dal 35%), a trovare informazioni affidabili e chiare (34%) e a comprendere le procedure per attivare i vari strumenti (33%). Gli operatori finanziari, da parte loro, identificano tre fattori chiave che contribuiscono alla scarsa adozione degli strumenti di finanza sostenibile tra le PMI. In primo luogo, le aziende trovano difficile individuare le offerte più appropriate, evidenziando la necessità di una formazione migliorata delle reti di vendita in questo settore. In alcuni casi, le PMI sono scoraggiate dai requisiti e dagli impegni associati all'accesso ai prodotti finanziari sostenibili, mentre in altri casi mostrano una preferenza per soluzioni più tradizionali e familiari.
In futuro, il 70% delle PMI potrebbe considerare strumenti di finanza sostenibile, in aumento rispetto al 56% del 2023. L'offerta di strumenti finanziari sembra essere piuttosto diffusa, con il 60% delle PMI che riferisce di aver ricevuto supporto o consulenza per finanziare progetti sostenibili. Tuttavia, questo supporto si concentra principalmente sull'ottenere fondi europei, statali o regionali (nel 24% dei casi) e su crediti bancari tradizionali non specificamente legati agli obiettivi ESG (nel 20%). Inoltre, il 70% delle aziende considera l'offerta finanziaria poco adeguata o solo parzialmente adeguata, ritenendola troppo complessa (soprattutto per le entità più piccole), con criteri di accesso e tempi di attesa eccessivamente restrittivi. Per migliorare queste offerte, le PMI mostrano un forte interesse per soluzioni assicurative o opzioni di finanziamento con condizioni più favorevoli, indicate rispettivamente dal 29% e dal 28% degli intervistati.
Il 67% delle aziende è consapevole dell'obbligo di ottenere una copertura assicurativa contro eventi catastrofici entro la fine del 2024. Tuttavia, una quota significativa (33%) non è ancora a conoscenza di tale obbligo. Gli operatori finanziari non sono sorpresi da questo dato, poiché osservano generalmente una limitata attenzione alla copertura assicurativa tra le PMI, insieme a una tendenza all'assicurazione minima, con molte aziende che optano solo per una copertura di base. In termini di rischi climatici, oltre la metà delle aziende (56%) ha iniziato ad analizzare la propria esposizione, mentre il 26% lo sta considerando per il futuro. Inoltre, il 49% delle PMI ha già stipulato una polizza assicurativa per i danni causati da eventi climatici estremi (di queste, il 26% si è assicurato nell'ultimo anno), e il 40% prevede di farlo.


