La finanza sostenibile continua a occupare una posizione centrale nell’agenda delle Autorità europee di vigilanza. È quanto emerge dal Rapporto annuale 2025 del Joint Committee delle ESAs – l’organismo che riunisce l’Autorità bancaria europea (EBA), l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) e l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).
Nel documento, pubblicato nell’aprile 2026, le tre Autorità evidenziano il lavoro svolto nel corso dell’anno per rafforzare la trasparenza dei mercati finanziari, migliorare la qualità delle informazioni sulla sostenibilità e sostenere un’applicazione coerente delle regole ESG all’interno dell’Unione europea.
Maggiore qualità delle informazioni sulla sostenibilità
Uno dei principali filoni di attività ha riguardato il miglioramento delle disclosure ESG destinate agli investitori.
Secondo il Joint Committee, la disponibilità di informazioni affidabili, comparabili e comprensibili rappresenta una condizione essenziale per consentire ai mercati di valutare correttamente i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità.
Le Autorità europee hanno pertanto continuato a lavorare sull’attuazione del quadro normativo della finanza sostenibile, con particolare attenzione alle informazioni fornite da intermediari finanziari, gestori di fondi e altri operatori del mercato.
L’obiettivo rimane quello di accrescere la fiducia degli investitori e migliorare l’allocazione dei capitali verso attività coerenti con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea.
Contrasto al greenwashing
Il Rapporto conferma inoltre che il contrasto al greenwashing continua a rappresentare una delle priorità della vigilanza europea.
Le ESAs hanno proseguito le attività di coordinamento e monitoraggio per favorire un utilizzo corretto delle informazioni di sostenibilità e ridurre il rischio che prodotti, strategie o investimenti vengano presentati come sostenibili senza adeguati elementi a supporto.
La credibilità della finanza sostenibile dipende infatti dalla qualità delle informazioni fornite agli investitori e dalla capacità delle autorità di garantire che le dichiarazioni ambientali e sociali siano supportate da dati e metodologie solide.
Semplificazione normativa senza ridurre la trasparenza
Un altro tema rilevante evidenziato dal Joint Committee riguarda il processo di semplificazione della normativa europea.
Le Autorità hanno collaborato con la Commissione europea nell’ambito delle iniziative volte a ridurre la complessità degli obblighi informativi, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di trasparenza e tutela degli investitori.
In questo contesto rientrano le attività di revisione e razionalizzazione delle regole sulla finanza sostenibile, tema che negli ultimi anni ha generato un significativo aumento degli obblighi di rendicontazione per operatori finanziari e imprese.
L’obiettivo perseguito dalle istituzioni europee è rendere il quadro normativo più efficace e più facilmente applicabile senza comprometterne le finalità.
ESAP e accesso alle informazioni ESG
Tra i progetti strategici seguiti dal Joint Committee figura anche lo sviluppo dell’European Single Access Point (ESAP), la futura piattaforma europea che consentirà di accedere in modo centralizzato alle informazioni finanziarie e di sostenibilità delle imprese.
L’ESAP è destinato a diventare uno degli strumenti fondamentali per migliorare la disponibilità e la comparabilità delle informazioni ESG a livello europeo, favorendo l’integrazione dei mercati dei capitali e l’accesso ai finanziamenti.
Una vigilanza sempre più orientata ai rischi ESG
Dal Rapporto emerge come la sostenibilità non sia più considerata esclusivamente una questione reputazionale o di conformità normativa.
Per le Autorità europee, i fattori ambientali, sociali e di governance rappresentano elementi sempre più rilevanti per la stabilità finanziaria, la tutela degli investitori e il corretto funzionamento dei mercati.
Per questo motivo il Joint Committee continuerà a promuovere un approccio coordinato tra banche, assicurazioni e mercati finanziari, favorendo una maggiore convergenza delle pratiche di vigilanza e una più efficace integrazione dei rischi ESG nei processi decisionali degli operatori.
Il messaggio che emerge dal Rapporto è chiaro: nonostante il dibattito sulla semplificazione normativa e la revisione di alcune regole europee, la finanza sostenibile rimane una componente strutturale delle priorità della vigilanza finanziaria europea.


